Prendete mille miliardi di dollari in banconote da cento dollari e mettetele una sopra l’altra per formare una colonna. La pila di banconote raggiungerebbe oltre 1000 chilometri di altezza, più del doppio della distanza della Stazione Spaziale Internazionale dalla Terra.

Ora moltiplica quel numero per 37.

Ecco, questo è dove gli Stati Uniti d'America sono oggi!!

Il debito nazionale americano ha superato i 37 trilioni di dollari e c’è un grafico molto interessante che mostra esattamente come siamo arrivati fin qui. Ogni presidente, non importa se democratico o repubblicano, ne ha aggiunti sempre più del precedente. Reagan, Bush, Clinton, Obama, Trump, Biden… trilioni su trilioni su trilioni. Senza alcun segno di rallentamento o fermata.

È una verità dura che troppe persone non comprendono: il debito non si preoccupa di chi vince le elezioni. Perché il problema non è chi è al comando. È il sistema stesso. Murray Rothbard lo ha spiegato perfettamente in “Anatomia dello Stato”. Nel suo libro, Rothbard sostiene che lo Stato non crea ricchezza, la consuma; non produce valore, lo ridistribuisce. E le persone al comando, qualunque sia il loro partito di appartenenza, hanno tutti gli interessi a mantenere le cose come stanno.

Vedi, contrariamente a ciò che probabilmente ti ha insegnato il tuo professore di educazione civica (ma si insegna ancora?), il governo non è un umile servitore del popolo. È bensì un monopolio della forza che sopravvive prendendo dai produttori di ricchezza — gli imprenditori, le aziende, chi fa impresa, etc. — per alimentare il politico di turno. Dopo ogni elezione, il politico eletto eredita la stessa macchina, tira le stesse leve e continua a spendere imperterrito lo stesso denaro preso in prestito.

La logica del debito pubblico è semplice: una volta che il pubblico diventa dipendente dalla spesa governativa, nessun politico può permettersi di fermarla. Ogni dollaro o euro preso in prestito serve a comprare voti, finanziare programmi elettorali e alimentare l’illusione che lo Stato possa dare senza prendere.

Ecco perché, sotto ogni amministrazione, la linea rossa sul grafico (fonte Connor Boyack, creatore e autore dei libri dei Gemelli Tuttle negli USA) qua sopra continua a salire. Il “dibattito” a Washington non riguarda mai se spendere, ma solo dove spendere. Entrambi i lati possono discutere sulle priorità — militare o welfare, sussidi o prestiti studenteschi — ma concordano sul presupposto: il potere del governo può e deve essere usato per gestire ogni aspetto della vita.

Questo è ciò che Rothbard cerca di farci capire nel suo libro: che lo Stato non è un arbitro neutrale, ma un’istituzione che preserva se stessa e che si espande sempre più, convincendo i cittadini a scambiare libertà per sicurezza (o per altre cose).

Noi dei Gemelli Tuttle, sulla scia di quello che fa Connor Boyack negli USA, vogliamo aiutare le famiglie a comprendere questi concetti con la nostra versione semplificata del suo lavoro.

Uno dei nuovi libri della serie, appena tradotto con altri quattro e in stampa in questi giorni, I Gemelli Tuttle e il destino del futuro, introduce i bambini all’idea che la società non deve necessariamente funzionare attraverso la coercizione, e che la cooperazione volontaria fra le persone, il rispetto reciproco e la responsabilità personale possono fare ciò che la politica non farà mai.

La lettura di questa nuova avventura di Ethan ed Emily aiuta le famiglie a immaginare un mondo in cui i problemi vengono risolti con la persuasione e l’innovazione invece che con il potere e il controllo.

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Il concetto di base di questo libro è esporre i nostri ragazzi a questa verità, ovvero che se continuiamo ad aspettarci che la politica risolva i problemi che crea, rimarremo intrappolati nello stesso ciclo per sempre.

Ma se riusciamo insieme a crescere una generazione che comprenda i concetti di libertà, responsabilità e cooperazione volontaria, il ciclo potrà finalmente interrompersi.

Dopo aver letto questo libro almeno 30 volte durante la traduzione, revisione, preparazione di stampa etc, ti garantisco che leggendolo con i tuoi bambini, aprirai loro gli occhi su una versione della vita che loro (e sicuramente anche una gran fetta della popolazione adulta) non sapevano fosse possibile. È davvero sorprendente pensare a come potrebbe essere il futuro quando sono le persone, non i politici, a plasmare il mondo.

Abbiamo a portata di mano una vita migliore. Un futuro migliore. Dobbiamo solo trovare il coraggio di liberarci. Grazie agli insegnamenti di genitori consapevoli, sono convinto che un giorno, speriamo non troppo lontano, i nostri figli saranno in grado di riuscire in questo intento.

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— Marco


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